Contract arredamento per ufficio

Contract arredamento nel segno del Made in Italy

Retail di lusso, grandi forniture, sviluppo alberghiero: le aziende italiane devono attrezzarsi per competere nel Contract Business dei Paesi Emergenti.

Il canale commerciale del contract, inteso come grandi forniture e come lavori su progetto, anche e soprattutto nel mondo dell’arredamento per ufficio, sta diventando sempre più rilevante per le aziende italiane dei settori arredamento, idro-termo sanitario, e illuminazione, in particolare nei nuovi mercati, in cui è molto complesso organizzare una rete di vendita retail strutturata ed efficiente. Le aziende organizzate con strutture produttive e commerciali dedicate al contract, con linee industriali ad hoc e talora anche apparecchi specifici sono in grado di sviluppare, attraverso una rete di vendita multi canale (influenzatori, rivenditori, general contractor, interior contractor), dal 40% al 70% del fatturato.

L’arredo italiano fa affari con il settore pubblico estero (scuole, biblioteche, ministeri, grandi banche e istituzioni), in Cina come in Kazakistan, negli Stati Uniti (mercato saturo ma in grado di offrire ancora oggi grandi opportunità di business) e nella penisola arabica. Ma anche nel quieto Nord Europa, tra Stoccolma ed Helsinki.

Nel 2014, il 27% delle commesse internazionali per le grandi forniture arredo è giunto dal settore pubblico. Nei principali mercati dell’area Mena, cioè Medio Oriente e Nord Africa (Egitto, Arabia Saudita, Qatar e Kuwait, Emirati Arabi, Libano e Turchia), l’export di arredo italiano, nel 2014, ha totalizzato quasi un miliardo di euro. Con tassi di crescita che vanno dal 17% dell’Arabia Saudita al 10% del Kuwait, dal 20% dell’Egitto al 6,5% del Libano.

Un dinamismo che dal retail di lusso e dalle grandi forniture per le residenze private si sta spostando verso il mercato dell’ufficio, dell’arredo di grandi spazi commerciali e dell’hotellerie.

L’Africa subsahariana sarà la prossima frontiera del mobile italiano, convinzione supportata dalla crescita dell’export nell’area, che nei primi sei mesi del 2014 ha sfiorato il 30%, rispetto allo stesso periodo 2013, raggiungendo i 62,87 milioni di euro. Nella fase iniziale quattro sono i paesi target: oltre al Sudafrica, Nigeria, Angola e Mozambico. Tutti mercati caratterizzati da elevati tassi di crescita del Pil e dall’affermazione di una classe media benestante che dimostra di apprezzare l’arredamento made in Italy.

Le aziende “contract business” sono raggruppabili in due macro categorie:

  • i produttori di arredi su commessa o catalogo (furniture contract) con processi produttivi utilizzati nel retail e nel contract.
  • gli interior contractor (fit out) strutturati per fornire un servizio – progettazione, preventivazione, scouting di specifici fornitori, controllo della commessa – con produzione completamente in outsourcing.