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L’internet of things entra in ufficio

L’ufficio diventa intelligente. Scrivanie che si adattano in altezza e profondità, illuminazione che si adatta automaticamente a situazioni e persone, insonorizzazione massima, accessori sempre più raffinati e un comfort che accomuna tutti gli arredi.
Nelle nuove proposte di IVM Contract il design si fonde con la tecnologia digitale, l’ergonomia diventa un elemento fondamentale, la semplicità si percepisce con un tocco sullo schermo dello smartphone.
Si chiama Internet of Things (internet delle cose) e ha fatto il suo ingresso anche negli spazi lavorativi con l’obiettivo di ottimizzare il lavoro, i tempi, i costi e migliorare la qualità del lavoro e della vita in generale.
L’internet delle cose infatti connette le apparecchiature e gli impianti, li fa agire in automatico quando si verificano determinati eventi interno o esterni all’ufficio e soprattutto permette di creare “dati storici” per anticipare le esigenze (ad esempio per quanto riguarda l’illuminazione, il riscaldamento o il raffreddamento degli ambienti).

Ma cosa succede quando l’internet delle cose entra anche negli arredi? IVM Contract ha inserito a catalogo nuove linee di “arredi intelligenti”, un concept innovativo che rivoluziona l’ufficio e lo rende intelligente, versatile, multidisciplinare e multifunzionale. Le soluzioni innovative proposte da IVM Contract si aprono cosi alle nuove tecnologie, all’internet delle cose, al benessere e alle nuove esperienze. Alla base c’è il dialogo uomo-arredo.

Parlando di dati, secondo quanto emerge da un report del McKinsey Global Institute, intitolato “The Internet of Things: Mapping the value beyond the hype”, le tecnologie legate all’Internet of Things utilizzate per gestire gli uffici potranno avere un impatto economico complessivo tra i 70 e i 150 miliardi di dollari l’anno entro il 2025.

Il report si sofferma sulla produttività umana, il cuore centrale delle attività d’ufficio: al momento le organizzazioni conducono indagini periodiche sui propri impiegati per valutare la salute organizzativa della società e utilizzare i risultati per apportare miglioramenti nei processi di lavoro. In futuro, le aziende potrebbero utilizzare badge o wearable (probabilmente su base volontaria) per monitorare l’attività e le interazioni tra i dipendenti. I datori di lavoro potrebbero utilizzare i dati per identificare le aree di miglioramento, rendendo lo spazio di lavoro più produttivo e agevole per i propri dipendenti.

Nei programmi pilota in corso tali iniziative hanno generato circa il 10-12% di incremento della produttività e il 20% di miglioramento nelle performance individuali: i benefici maggiori deriverebbero da una effettiva maggiore produttività dei lavoratori della conoscenza, degli ingegneri, dei marketer e degli avvocati le cui prestazioni dipendono soprattutto dalla collaborazione con gli altri: McKinsey stima che gli impatti economici complessivi entro il 2025 potranno oscillare tra i 16 e i 47 miliardi di dollari.